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3 giugno 2008, in Diario
 Pubblichiamo il contributo arrivato sul PdNetwork
contributo inviato da andrea.volpi il 3 giugno 2008

Una platea gremita da un migliaio di portavoce che hanno partecipato con entusiasmo a questo primo incontro.
Per oltre due ore Valter è rimasto seduto al tavolo a prendere appunti sugli interventi; certamente quello del sociologo ed editorialista, Aldo Bonomi è stato il più articolato. Interessantissimo il suo intervento. Ci ha rimandato un'immagine della Lombardia in tutta la sua varietà dei singoli territori: dell'alta montagna con i problemi di involuzione (spopolamento, solitudine, abbandono di luoghi e tradizioni) fino a quelli delle grandi aree urbane in crisi di vivibilità a causa del sovraffollamento (inquinamento acustico, atmosferico, ecc.). Sono state descritte molto bene caratteristiche e necessità delle zone di pianura, passando anche dalle realtà vicine ai bacini lacustri e fluviali. Una fotografia ampia e puntuale che ha fatto crescere in me la consapevolezza di vivere sì in una splendida regione, ma anche difficile da gestire nei suoi aspetti economici, sociali e ambientali.

Veltroni è stato ad ascoltare l'analisi di Bonomi che conteneva anche tutti i motivi della cosiddetta "questione del Nord" alla quale il centrosinistra non è mai riuscito a dare risposte concrete, ma sopratutto è rimasto ad ascoltare attentamente, per due ore, gli interventi dei portavoce dei circoli. Chi non c'era può pensare a qualcosa di "barboso, inutile, sempre il solito spettacolo..." ma a me personalmente non ha dato quest'impressione. C'era tanta passione, tanto entusiasmo e voglia di lavorare nelle parole degli intervenuti, non a caso molti erano giovani se non giovanissimi.

Ho ascoltato con attenzione perchè il mio obbiettivo era cogliere "il senso" che poteva trasmettere un evento di questo tipo; lavoro nell'ambito della comunicazione e sono particolarmente attenta a decifrare "il sottotesto" che sta dietro le parole, gli slogan...
Il Forum prima ancora delle parole di Veltroni, che ha parlato per ultimo, naturalmente, ha rinvigorito e rafforzato la mia convinzione che il Partito Democratico sarà "diverso da tutti gli altri" solo se saprà parlare, ed ascoltare.
L'ascolto dei bisogni delle persone è una chiave formidabile per infondere senso di serenità e di sicurezza: quando qualcosa non va nel nostro quotidiano, trovare qualcuno che ci ascolta, (anche senza ricevere sempre consigli) ci solleva, appaga quella "voglia di sfogarsi" che ci assale in certe situzioni. E questo è un momento particolare per la nostra società: non si può lasciare che la paura e la rabbia diventino incontenibili. Ecco il ruolo dei circoli: attivare un ascolto attivo attraverso modalità che ci pemettano di raccogliere il senso di impotenza, di antipolitica che ha pervaso il tessuto sociale per trasformarla in senso di appartenenza, di PARTECIPAZIONE alla vita della comunità. Nel bell'opuscolo che ci è stato consegnato al nostro arrivo a Milano si parla addirittura di uno "sportello d'ascolto".
Veltroni è stato poi molto chiaro: questa modalità non vale solo per i circoli nei confronti della "base" ma anche nella struttura partito sui vari livelli (in verticale). Le informazioni devono passare dall'alto al basso, e viceversa, in maniera fluida e costante. Per fare questo dobbiamo essere consapevoli che siamo TUTTI IMPORTANTI, ad ogni livello. Il portavoce non è "più importante" degli altri membri del circolo, il delegato provinciale non è più importante del portavoce e così il segretario regionale... Questo è ciò che ho "letto dietro" la relazione di Veltroni e che ho interpretato come una "bacchettata" ai personalismi che stanno vorticosamente spintonandosi ad ogni livello per coprire questa o quella carica...

Io ci credo. Voglio credere che tutto ciò possa essere il materiale con cui viene costruito il Partito Democratico. Politica non è "fare il politico", ma impegnarsi e partecipare per sè e la propria famiglia. Questo atteggiamento avrà una ricaduta positiva sulla propria comunità prima e nello stesso tempo sul proprio Paese.

Chiudo con una delle frasi dette al Forum da Walter Veltroni che ci riguarda da vicino: "Dobbiamo imparare a combattere" senza guardarsi indietro: "Siamo un partito nuovo. Basta con le riunioni degli ex e basta con il guardare al gruppo sanguigno di ognuno".

Carmela Bortolotti. Portavoce PD San Felice.


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permalink | da girodellitalianuova il 3/6/2008 alle 20:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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26 maggio 2008, in Diario
Si è tenuto sabato 24 maggio il Forum dei circoli del PD con Walter Veltroni. Pubblichiamo un contributo giunto dal PdNetwork

Curiosità, verso idee e sensibilità nuove
Curiosità, apertura, attenzione al territorio. ha chiesto Maurizio Martina in apertura al Forum dei circoli del PD che si è tenuto sabato 24 maggio a Milano.
Guardare e parlare ai territori della Lombardia ci ha suggerito Aldo Bonomi: le valli alpine, le loro acque e i paesi preoccupati di perdere identità, la pedemontana e la sua economia stressata dal confronto con la globalizzazione, le grandi aree urbane tra modernità e degrado, la pianura e le sue vocazioni ambientali, dimenticate dalla politica. 
E Matteo Mauri ha impegnato il PD a darsi un modo nuovo di stare sul territorio, con Circoli che siano luogo di ascolto, di correzione di rotta, di costruzione del nostro progetto per questo territorio. Un presidio sui temi più sentiti, con relazioni solide con le realtà associative, con un dibattito sempre più rivolto all'esterno.
Ma sono stati poi i circoli a riempire di territorio e di ambiente la mattinata. Mi prendo la libertà di scegliere solo alcune pillole, quelle che mi hanno riconfermato che sensibilità nuove si diffondono, che l'ambientalismo non solo trova spazio, ma riempie di senso e di futuro la pratica di molti circoli del PD. 
Beatrice Patrini di Chiavenna ci ha parlato dei troppi prelievi dalle acque della Valtellina, di cambiamenti climatici che sciolgono i ghiacciai e impongono anche di pensare ad un Turismo che non può più essere solo piste di sci. Saccani del Lodigiano ha sottolineato l'importanza di fare Forum Ambiente per elaborare proposte in positivo, contro scelte sbagliate come la centrale di Bertonico o la discarica di Serra Lodigiana. Angela Borrelli di Renate in Brianza ha difeso cn forza il diritto dei pendolari ad un servizio ferroviario regionale  degno di una regione che si vuole europea.
Paolo Ortelli da un circolo del comasco, ha chiesto di rappresentare politicamente quelle vali e quei laghi stressati dal consumo di suolo e dall'apertura di cave. Marzia Bottazzi, dal mantovano ha ricordato la necessità di finalizzare le bonifiche del polo chimico e di più attenzione ai "ponti che esistono", quelli sul Po, che hanno bisogno di manutenzione.
Appunto...nelle sue belle conclusioni, tra tante altre cose importanti, Valter Veltroni ha anche detto "Il ponte di Messina è sbagliato. Vorrei che andaste nei ristoranti, nei bar e nei mercati a chiedere ai dirigenti della Lega come mai il ponte sullo stretto era sbagliato prima del 14 aprile e adesso è una priorità". E mi piace anche ricordare con che chiarezza Veltroni ci ha detto che l'energia di cui abbiamo bisogno e che possiamo produrre, in tempi stretti e in modo sicuro, è quella rinnovabile ed è quella che risparmiamo con l'efficenza energetica di edifici e motori, con le pompe di calore e la cogenerazione.  
"innovare, innovare, innovare"....  "siamo un partito nuovo, dove la domanda non è da dove vieni, ma dove vai". 
E allora andiamo. Per cominciare io propongo di camminare nella giusta direzione con la Marcia per il Clima il 7 GIUGNO a Milano.

buon lavoro a tutti - maria berrini
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15 marzo 2008, in Diario

Milano, tappa che va dritta al cuore del nord, al cuore della capitale dell’economia del paese. Il quartiere è quello di San Siro, e di nuovo c'è tanta gente ad aspettare il pullman verde del Giro dell'Italia nuova. 10.000 forse, ma forse anche di più. C’è gente che si affaccia dai balconi e segue dalla propria “poltroncina riservata” il discorso.

Partono gli applausi, che aumentano quando c'è Walter sul palco. “Questa accoglienza è la conferma che sta succedendo qualcosa nel paese”, dice lui. E la cosa sembra così anche a noi, ce n’eravamo accorti il giorno delle primarie, nessuno avrebbe scommesso sui giornali su quei 3 milioni e mezzo di italiani in fila. E tanti erano gli scettici un mese fa. Ma adesso, ogni volta che le piazze sembrano scoppiare, adesso la fiducia c'è.

Tutti in piedi contro quello slogan sbagliato. Rialzati Italia? L'Italia la mattina presto si alza e va a lavorare, è la politica che deve svegliarsi e mettersi a correre. Ok questa è di Veltroni, però funziona. E infatti gli applausi sono ancora spontanei, sono ancora di più. San Siro non lo so se è abituata a queste folle per la politica, son troppo giovane per ricordarmene. San Siro per tanti italiani,e per me fino a oggi, era solo uno stadio. Invece tra questi palazzi e questa piazza c'è tanta gente diversa, la San Siro delle ville e quella dei grandi palazzi, delle case popolari.

Dal palco sembra non volersene mai andare, ma il pullman deve ripartire e questa Milano senza nebbia, lontana dal grigiore in cui la si dipinge vorrebbe ancora stringerlo a sé. Così la politica torna festa: "Divertiamoci insieme a vincere. Ci si diverte se si convincono 5 persone, se si parla nei condomini, se si mandano sms. Dobbiamo creare questo clima, deve essere una festa per il paese”.

E' sabato, c'è chi torna a casa e magari si ritroverà nelle parole di un milanese che non c'è più da troppo tempo. Parole leggere, ma che non sono ancora scivolate via, chi torna a casa si sente "come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia".

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